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La Montagna come Terapia dell’Anima

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Written by Dino Bertocco

Conquiste, sconfitte, passioni e ripartenze nella vita di Hervè Barmasse

A volte i libri riservano delle sorprese: succede quando l’immagine dell’autore – in copertina – ci dis-orienta nella lettura che viene oscurata dal pregiudizio indotto da una foto provocante, per quel volto sfidante ed un po’ irsuto, verosimilmente proprio per questo scelto dall’editore.
Il testo, però, dopo qualche pagina con il giudizio sospeso, ci rivela una personalità che affascina e convince.

Perché ho scelto di acquistare questo libro?

La decisione di acquistarlo, a dire il vero, io l’avevo presa perché quello stesso volto mi era apparso dolce e sorridente in un’apparizione televisiva, nella quale Hervè Barmasse aveva presentato il suo “La montagna dentro”. Ma, soprattutto, ero stato incuriosito dall’atteggiamento e dalle parole ascoltate nel corso dell’intervista.

Non mi sbagliavo: lungo 33 capitoli, una struttura del libro che crea una sorta di stop and go nell’esposizione, alternata/integrata con dei flash back e delle citazioni che arricchiscono e rendono avvincente l’esposizione.

Un libro di Sincerità

L’alpinista valdostano squaderna la propria vita, donandoci non solo il resoconto di avventure fantastiche, bensì – con una scelta coraggiosa – un’autobiografia spirituale nella quale le sfide più importanti risultano quelle affrontate per superare la sfortuna, le sconfitte, il dolore.

Invero, Hervè mette subito le (sue) carte in tavola, partendo dalla sua adolescenza caratterizzata dall’insofferenza (“a ogni regola e imposizione. Tutto mi stava stretto. Vivevo allo stato brado, sempre in cerca di libertà, sempre a correre nei boschi”….).

Saranno dapprima lo sci (a cui lo indirizza il padre) e successivamente – dopo il terribile incidente che gli provoca l’interruzione traumatica di una probabile carriera di successo nella velocità – l’escursionismo alpinistico, a farlo maturare attraverso la progressiva e piena espressione dell’amore per la natura:

il bisogno di selvatico e quell’abilità dell’istinto che distingue il contadino dal cittadino, il viaggiatore dal turista..

I sentimenti dominanti che si riscontrano in tutte le 225 pagine di un diario che scorre rapido ed intenso di emozioni, sono la sincerità ed il candore. Cosicché una vita che contiene tutti gli ingredienti di un romanzo viene sciorinata e svelata in tutte le vicende nelle quali entrano in gioco non solo le conquiste di cime inviolate e di mete sparse ai quattro angoli della Terra (replicando quindi la pratica dei “resoconti rocamboleschi” che riempiono ormai le sezioni, delle librerie, dedicate all’alpinismo ed all’avventura). L’autore confida a cuore aperto le motivazioni delle sue passioni, le tensioni e le contraddizioni che hanno accompagnato le sue scelte.

Il testo ci sorprende e stupisce laddove ci introduce alle riflessioni ed ai pensieri più intimi con cui Hervè ci parla del suo dolore (e non sono pochi i drammi con cui ha dovuto fare i conti) e dei suoi affetti familiari: dall’epopea di una secolare tradizione di Guide alpine, allo straordinario legame con un padre compagno di escursioni e di conquiste, fino a tratteggiare con pudore l’amore per le compagne presenti nei momenti cruciali di una vita intrisa di svolte e ripartenze e riassumibile nel “manifesto” che troviamo all’inizio del capitolo diciannovesimo.

Scalo le montagne e cerco di realizzare i miei sogni. Mi interesso alle esperienze degli altri e dal alcune traggo ispirazione. Come una carta assorbente, cerco di prendere il meglio da tutto. E’ solo grazie alla mia curiosità, all’insaziabilità percettiva dei miei sensi e al mio istinto che son potuto crescere, maturare, migliorare, provando a distinguere i pericoli di una scalata rischiosa e le persone false da quelle sincere….

Ma il libro è molto di più…

Soprattutto per gli appassionati e/o semplici osservatori della storia dell’alpinismo, il testo regala un’antologia di informazioni, una galleria degli esponenti più prestigiosi e leggendari, del passato e contemporanei, che hanno conquistato le vette più ambite del pianeta. Una molteplicità di flash back e di cammei (commovente quello dedicato all’incontro con Walter Bonatti) nei quali la montagna costituisce la scenografia, la sfida, la metafora, la terapia per vite ordinarie e straordinarie:

Ma in montagna non si vince e non si perde. Si ive una grande passione. E’ semplice da capire, ma troppo semplice per accorgersene perché, nella nostra società, viviamo di complicazioni

Quando leggere questo libro?

Insomma, La montagna dentro non è solo un libro per quest’estate che si sta dimostrando propizia per le vacanze in altura. É una testimonianza attraverso un linguaggio ed un messaggio che rendono l’avventura, anche quella più ardimentosa, una proposta per uno stile di vita che coniuga la coltivazione di un’identità che sposa la ricerca, anche quella più solitaria, e la cura di sé con l’incontro dell’altro, l’empatia e la condivisione delle sfide.

Per questa ragione è un testo che invoglia alla ri-letttura, dalla quale ricaverai nuovi suggerimenti e suggestioni per integrare questo primo commento.

La Montagna come Terapia dell’Anima ultima modifica: 2015-08-10T19:24:48+02:00 da Dino Bertocco

Chi sono

Dino Bertocco

Cofounder e partner di TIME TO NET, una società che si è specializzata nelle progettazione di sistemi di comunicazione complessi, che richiedono attenzione al contesto, modalità interattive e collaborative, processi motivazionali, rispetto dei valori e produzione continua di contenuti.

Ideatore e promotore del progetto Slow Valley, che si propone di valorizzare l’offerta turistica improntata al rispetto delle risorse, della cultura ed alla sostenibilità ambientale del territorio, nel quale cercare e trovare un autentico benessere personale.

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